Architetti – Aprire Partita IVA, Regimi Fiscali e Contributi
La professione dell’architetto negli ultimi anni si è evoluta notevolmente, ampliando competenze e specializzazioni. Oggi rientrano nella categoria diverse figure professionali:
Architetto edile
Architetto d’interni
Bio-architetto
Architetto del paesaggio
Architetto pianificatore
Architetto conservatore
Abilitazione e iscrizioni obbligatorie
Per esercitare come architetto è necessario:
conseguire la laurea;
superare l’esame di Stato;
iscriversi all’Ordine degli Architetti.
L’Ordine è suddiviso in due sezioni:
Sezione A: architetti, paesaggisti, pianificatori territoriali, conservatori;
Sezione B: architetti junior e pianificatori junior (laurea triennale).
Contestualmente è obbligatoria l’iscrizione a INARCASSA, la cassa previdenziale degli architetti e ingegneri.
Chi non ha ancora l’abilitazione
Chi ha conseguito la laurea ma non ha ancora superato l’esame di Stato può comunque lavorare aprendo partita IVA con Gestione Separata INPS.
Perché aprire la Partita IVA
L’apertura della partita IVA è obbligatoria quando l’attività viene svolta:
in modo continuativo;
senza un contratto di lavoro subordinato;
come libero professionista o freelance.
L’apertura è semplice e veloce, ma è sempre consigliabile affidarsi al proprio commercialista per la scelta del regime fiscale:
Regime forfettario (flat tax)
Contabilità semplificata
Chi desidera avviare un proprio studio può valutare anche la costituzione di una SRL semplificata.
Costi di apertura della Partita IVA
I costi di apertura sono generalmente molto contenuti.
La spesa varia in base al professionista o al servizio scelto, a cui si aggiungono i costi di gestione annuale della contabilità.
Quale regime fiscale scegliere
La scelta tra regime forfettario e contabilità semplificata dipende dal volume d’affari e dalla struttura dell’attività.
Regime forfettario per architetti
Il regime forfettario (flat tax) prevede:
Imposta sostitutiva 15%
5% per i primi 5 anni (start-up)
Limite di ricavi: 85.000 € annui
Nessuna IVA in fattura
Nessuna deduzione dei costi
Obbligo di fatturazione elettronica
Applicazione del coefficiente di redditività ATECO 71.11.00 = 78%
Esempio pratico
Architetto paesaggista al primo anno, fatturato: 60.000 €
Imponibile forfettario: 60.000 × 78% = 46.800 €
Da questo importo si deducono i contributi INARCASSA/INPS
Sulla base imponibile residua si applica l’imposta sostitutiva del 5%
Contabilità semplificata
È il regime naturale per chi supera il limite del forfettario o ha costi elevati.
Caratteristiche:
IVA in fattura e liquidazioni periodiche
Tasse calcolate su ricavi – costi
Applicazione di IRPEF, addizionali e IRAP
Deduzione dei costi effettivi
Esempio pratico
Architetto d’interni con:
Ricavi: 100.000 €
Costi: 20.000 €
Utile lordo: 80.000 €
Da cui si sottraggono:
Contributi INARCASSA/INPS
IRAP 3,9%
IRPEF per scaglioni + addizionali
Contributi previdenziali
Gli architetti:
iscritti all’albo → INARCASSA
non abilitati o non iscritti → Gestione Separata INPS
Aliquota gestione separata: 25,72% sul reddito imponibile.
Codici ATECO consigliati per architetti
Per l’attività di architetto i codici ATECO più utilizzati sono:
71.11.00 – Attività degli studi di architettura
È il codice principale per la professione di architetto.
Include: progettazione architettonica, direzione lavori, consulenze tecniche, progettazione di interni, bio-architettura, paesaggistica.
Coefficiente di redditività (forfettario): 78%
71.12.10 – Attività degli studi di ingegneria
Utilizzabile quando l’architetto svolge attività miste o integrate con servizi ingegneristici (strutture, impianti, sicurezza).
Coefficiente di redditività: 78%
71.12.20 – Servizi di progettazione di ingegneria integrata
Per studi che offrono progettazione multidisciplinare (architettura + ingegneria + urbanistica).
Coefficiente di redditività: 78%
74.10.10 – Attività di design di moda e industriale
Per architetti che svolgono attività di industrial design, product design, progettazione di arredi, oggetti, elementi di design.
Coefficiente di redditività: 67%
74.10.90 – Altre attività di design
Per chi si occupa di interior design non regolamentato, progettazione di spazi commerciali, exhibit design, retail design.
Coefficiente di redditività: 67%
71.11.00 + 74.10.90 (combinazione)
Molti architetti scelgono due codici quando svolgono sia attività professionale regolamentata (architettura) sia attività creativa (design).
Quale codice scegliere?
Dipende dal tipo di attività:
Architetto tradizionale / studio tecnico → 71.11.00
Architetto d’interni → 71.11.00 oppure 74.10.90
Bio-architetto → 71.11.00
Architetto paesaggista → 71.11.00
Architetto pianificatore / urbanista → 71.11.00 o 71.12.20
Designer / progettista di arredi → 74.10.10 o 74.10.90
Attività mista architettura + design → 71.11.00 + 74.10.90
Fatturazione elettronica
Dal 2024 la fatturazione elettronica è obbligatoria per tutti.
Gli architetti devono emettere fatture elettroniche tramite SDI e applicare il bollo da 2 € per importi superiori a 77,47 €.
PER INFO E CONSULENZE:
info@nbstudiotributario.it
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