Architetti – Aprire Partita IVA, Regimi Fiscali e Contributi

La professione dell’architetto negli ultimi anni si è evoluta notevolmente, ampliando competenze e specializzazioni. Oggi rientrano nella categoria diverse figure professionali:

Abilitazione e iscrizioni obbligatorie

Per esercitare come architetto è necessario:

L’Ordine è suddiviso in due sezioni:

Contestualmente è obbligatoria l’iscrizione a INARCASSA, la cassa previdenziale degli architetti e ingegneri.

Chi non ha ancora l’abilitazione

Chi ha conseguito la laurea ma non ha ancora superato l’esame di Stato può comunque lavorare aprendo partita IVA con Gestione Separata INPS.

Perché aprire la Partita IVA

L’apertura della partita IVA è obbligatoria quando l’attività viene svolta:

L’apertura è semplice e veloce, ma è sempre consigliabile affidarsi al proprio commercialista per la scelta del regime fiscale:

Chi desidera avviare un proprio studio può valutare anche la costituzione di una SRL semplificata.

Costi di apertura della Partita IVA

I costi di apertura sono generalmente molto contenuti.

La spesa varia in base al professionista o al servizio scelto, a cui si aggiungono i costi di gestione annuale della contabilità.

Quale regime fiscale scegliere

La scelta tra regime forfettario e contabilità semplificata dipende dal volume d’affari e dalla struttura dell’attività.

Regime forfettario per architetti

Il regime forfettario (flat tax) prevede:

Esempio pratico

Architetto paesaggista al primo anno, fatturato: 60.000 €

Contabilità semplificata

È il regime naturale per chi supera il limite del forfettario o ha costi elevati.

Caratteristiche:

Esempio pratico

Architetto d’interni con:

Da cui si sottraggono:

Contributi previdenziali

Gli architetti:

Aliquota gestione separata: 25,72% sul reddito imponibile.

Codici ATECO consigliati per architetti

Per l’attività di architetto i codici ATECO più utilizzati sono:

71.11.00 – Attività degli studi di architettura

È il codice principale per la professione di architetto.

Include: progettazione architettonica, direzione lavori, consulenze tecniche, progettazione di interni, bio-architettura, paesaggistica.

Coefficiente di redditività (forfettario): 78%

71.12.10 – Attività degli studi di ingegneria

Utilizzabile quando l’architetto svolge attività miste o integrate con servizi ingegneristici (strutture, impianti, sicurezza).

Coefficiente di redditività: 78%

71.12.20 – Servizi di progettazione di ingegneria integrata

Per studi che offrono progettazione multidisciplinare (architettura + ingegneria + urbanistica).

Coefficiente di redditività: 78%

74.10.10 – Attività di design di moda e industriale

Per architetti che svolgono attività di industrial design, product design, progettazione di arredi, oggetti, elementi di design.

Coefficiente di redditività: 67%

74.10.90 – Altre attività di design

Per chi si occupa di interior design non regolamentato, progettazione di spazi commerciali, exhibit design, retail design.

Coefficiente di redditività: 67%

71.11.00 + 74.10.90 (combinazione)

Molti architetti scelgono due codici quando svolgono sia attività professionale regolamentata (architettura) sia attività creativa (design).

Quale codice scegliere?

Dipende dal tipo di attività:

Fatturazione elettronica

Dal 2024 la fatturazione elettronica è obbligatoria per tutti.

Gli architetti devono emettere fatture elettroniche tramite SDI e applicare il bollo da 2 € per importi superiori a 77,47 €.


PER INFO E CONSULENZE:

info@nbstudiotributario.it

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