Regimi fiscali per geometri: guida chiara per professionisti

Il geometra che esercita la libera professione può scegliere tra due regimi fiscali principali: il regime forfettario e il regime semplificato. La scelta dipende da fattori come i compensi percepiti, la struttura dei costi e le esigenze organizzative.

Il regime forfettario: agevolazioni e requisiti

Il regime forfettario rappresenta la forma più snella e semplificata di gestione fiscale per il libero professionista, accessibile a chi rispetta le condizioni stabilite dalla Legge 190/2014 (art. 1, commi 54–89) e successive modifiche.

Principali vantaggi:

Il reddito imponibile viene calcolato in modo forfettario: si applica un coefficiente di redditività ai compensi incassati, senza considerare le spese sostenute.
Per i geometri, questo coefficiente è pari al 78%.

Esempio: su 30.000 € di compensi incassati, il reddito imponibile sarà 30.000 € × 78% = 23.400 €, al netto dei contributi previdenziali versati.

L’imposta sostitutiva si applica su questo reddito, ridotta al 5% nei primi 5 anni se si rispettano i requisiti di novità.


Il regime semplificato: gestione ordinaria

Il regime semplificato è una forma più strutturata di contabilità, pensata per professionisti con maggior volume d’affari o costi rilevanti. In questo regime:

Obblighi fiscali e di fatturazione per geometri

Dati obbligatori in fattura

Ogni fattura deve includere:

 

Nel regime forfettario deve essere inserita la marca da bollo (2 € se la fattura supera € 77,47) e va aggiunta la seguente dicitura in fattura:

“Operazione effettuata ai sensi dell’articolo 1, commi da 54 a 89 della Legge n. 190/2014, come modificata dalle Leggi n. 208/2015 e n. 145/2018 – Regime forfettario – Non soggetto IVA e ritenuta d’acconto.”


IVA: quando si applica


Contributo previdenziale CIPAG

Il geometra libero professionista è obbligato ad iscriversi alla Cassa Italiana di Previdenza e Assistenza dei Geometri (CIPAG), indipendentemente dal fatto di svolgere attività professionale in forma continuativa o occasionale, o anche senza reddito.

In fattura va sempre indicata la rivalsa previdenziale CIPAG pari al 5% del compenso imponibile, a cui si aggiunge il contributo integrativo.

Esempio pratico: su un compenso di 1.000 €, la rivalsa del 4% corrisponde a 50 €. Questo importo va indicato chiaramente in fattura, portando il totale a 1.040 €.

Obbligo di fattura elettronica

Anche i geometri sono soggetti all’obbligo di fatturazione elettronica.

Informazioni importanti

È fondamentale analizzare con attenzione la convenienza fiscale nella scelta del regime più adatto, verificando i requisiti necessari per l’accesso e la permanenza, e strutturando correttamente fin dall’inizio la propria posizione fiscale.
Lo Studio BN Soluzioni Fiscali è a disposizione per offrire una consulenza personalizzata, sia in presenza che da remoto, con l’obiettivo di individuare insieme la strategia più vantaggiosa e sostenibile nel tempo.

PER INFO E CONSULENZE:

info@nbstudiotributario.it